Giornata di Studi “Li dolci detti vostri – Quando l’antico incontra il moderno. Connessioni dantesche”
Auditorium Ennio Morricone – 26 febbraio 2026
Autorità accademiche, docenti, studentesse e studenti, è per me un onore essere qui oggi, in questa sede, per dare inizio insieme alla seconda edizione della Giornata di Studi “Li dolci detti vostri”. Ringrazio il Direttore del Dipartimento, il Professor Lorenzo Perilli, per l’accoglienza e per la preziosa collaborazione che rende dialogo tra scuola e università vivo e fecondo questo. Questa giornata nasce da una convinzione profonda: Dante non è un monumento immobile del passato, ma un interlocutore del presente, un autore che continua a parlarci, a interrogarci, toccando pensiero e immaginazione. E oggi, grazie ai contributi dei giovani studiosi, dei docenti e, soprattutto, delle nostre studentesse e dei nostri studenti, questo dialogo si rinnova con energia straordinaria.
La scelta del titolo – “Quando l’antico incontra il moderno. Connessioni dantesche” – non vuol essere uno slogan, ma un orientamento nello studio. Significa riconoscere che la Commedia è un’opera che attraversa i secoli perché sa parlare alle inquietudini, alle speranze e alle domande di ogni generazione. E significa anche affermare che la cultura non è mai un’eredità da conservare in silenzio, ma un patrimonio da rielaborare, reinventare, condividere. Oggi vedremo Dante dialogare con il fumetto, con la musica, con la scienza, con le tecnologie multimediali, con la filologia e con la creatività dei nostri ragazzi. È questo il senso più autentico della scuola: creare ponti, non barriere; aprire opportunità, non chiuderle; dare voce a coscienze in formazione che stanno costruendo il proprio futuro. Questa Giornata di Studi è anche un passo importante verso il Certamen dantesco “Li dolci detti vostri”, che celebreremo il 25 marzo, il giorno dedicato al Sommo Poeta. Un appuntamento che non è una gara, ma un’occasione di crescita, di confronto, di libertà intellettuale. Perché scrivere – che sia un saggio critico o un testo creativo – significa prendere posizione, dare forma al proprio pensiero, misurarsi con la complessità. E voi, ragazze e ragazzi, avete dimostrato di saperlo fare con maturità e passione. Permettetemi allora di rivolgermi direttamente a voi: siate curiosi, siate audaci, siate protagonisti del vostro percorso. Dante, alla fine del suo viaggio, rivede “le stelle”: voi avete il compito, oggi, di guardare quelle stelle con occhi nuovi, di intuirle con la molteplicità dei vostri linguaggi, di trasformarle in idee, progetti, visioni. Ringrazio i docenti che accompagnano i nostri studenti con dedizione e competenza, e ringrazio l’Università Tor Vergata per aver creduto in questa alleanza educativa che unisce due mondi solo apparentemente distanti. In realtà, scuola e università condividono la stessa missione: formare cittadini consapevoli, critici, capaci di immaginare il domani.
E mentre ci prepariamo ad ascoltare le voci che animeranno questa giornata, mi piace immaginare che, da qualche parte, Dante stesso ci osservi. Non come un’ombra distante del passato, ma come un compagno di viaggio affacciato sulla soglia del nostro tempo. Non lo immagino accigliato di fronte a cotanto entusiasmo: forse lo sorriderebbe, curioso di scoprire come i suoi versi, in un mondo così lontano e diverso dal nostro, continuino a generare pensiero, arte, domande, perfino nuove forme di linguaggio. Forse, se potesse, si chinerebbe accanto a una studentessa che sfoglia un manoscritto digitale, o forse ascolterebbe un ragazzo che prova a tradurre in musica l’armonia del Paradiso. Ma si sorprenderebbe sicuramente osservando un fumetto che reinterpreta il suo Inferno, stupito, ma sicuramente divertito da quanto lontano possa arrivare un’idea se fatta propria da menti giovani e coraggiose. E allora appare ancor più evidente come la Commedia non sia un libro chiuso, ma un cammino che continua, che ricorda che ogni viaggio, anche il più difficile, può condurre verso una luce nuova, se si ha il coraggio di cercarla. Un cammino che oggi percorriamo insieme, in questo auditorium, unendo generazioni, scuole, saperi, passioni.
Auguro a tutti una giornata intensa, ricca di scoperte e di dialoghi; l’inizio di un viaggio verso un futuro che potete sognare, costruire, immaginando Dante non come maestro lontano ma, al contrario, come compagno fedele che invita a guardare più in alto.
Grazie.
Dirigente Scolastico Dott.ssa Gioconda Martucci











Ateneo Tor Vergata
Parlano di noi:

